lei spinge a due mani il cazzo del cavallo per farselo entrare il più possibile

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racconti erotici zoofilia 2022

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Circa dieci anni fa abitatavo con la mia compagnia in un paesino di montagna, eravamo andati ad abitare in quel posto in quanto avevamo avuto problemi finanziari, e non potendo permetterci un appartamente in città, accettammo una casa messaci a disposizione da un parente della mia convivente Maria Grazia. Accetai di buon grado anche perché trovai lavoro come contabile in una azienda agricola del posto, mi garantivano un discretto stipendio che ci permetteva di vivere dignitosamente. La nostra vita scorreva normalmente, la nostra vita sessuale abbastanza buona poiché non avendo gente per casa potevamo sfogarci ogni volta avevamo voglia, anchè perché la mia ragazza era veramente bella e insaziabile, come del resto lo ero io. L’episodio che sto per raccontarvi ha dell’iscredibile, ma vi garantisco non è frutto di immaginazione, in quanto Maria Grazia ha ancora oggi i segni di quella performance. Un lunedì mattina mentre mi preparavo per andare a lavoro Maria mi dice se potevo accompagnarla da una sua amica in quanto dovevano preparare qualche cosa per le immenenti festività di fine anno, l’accompagnai con l’impegno che sarei passato a prenderla al rientro dal lavoro. La sera finivo di lavorare alle ore sei, ma visto che non c’era tanto lavoro e anche perché lo gestivo io, verso le cinque decisi di far rientro a casa, non prima di essere passato a prendere la mia compagna dalla sua amica Silvia, non avvisai del mio imminente arrivo parcheggiai la macchina e mi avviai nel viottolo che costeggiava la casa di Silvia, giunto nei pressi della stalla dove il marito di Silvia aveva alcuni cavalli, nentii dei lamenti soffocati, incuriosito mi affaccio a una finestra e vedo una scena sconcertante, le due donne erano entrambe nude, avendo una giovane eta avevano un corpo stupendo ben modellato con un culo e due tette quasi simili, infatti viste di dietro quasi stentavo a riconoscere chi era l’una o l’altra, erano intente a scambiarsi effusioni amorose in particolare la mia donna metteva un oggetto a forma di cazzo nel culo di Silvia, a questa evidentemente non dispiaceva affatto in quanto mugolava dal piacere, ma quello che stava per succedere avrebbe segnato per sempre il mio concetto di donna troia, infatti le due troie si avvicinano a un cavallo maschio, dopo averlo fatto eccitare con toccamenti vari sia alle palle sia all’enorme cazzo, Maria Grazia si china sotto l’animale e incomincia a leccare l’arnese, dall’espressione sembrava dispiaciuta dal fatto che non riusciva a farselo entrare in bocca, comunque l’uccello del cavallo raggiunre una lunghezza di circa settanta centimetri, le due donne oltre a continuare a baciarlo a quattro mani gli fanno pure una sega, il tutto condito dai nitriti di piacere dell’animale, una volta raggiunta la massima eccitazione le donne cominciano a strusciarselo sulla figa e sul culo, e cosa che non avrei mai creduto, Silvia avvicina una panca la posiziona sotto il cavallo facendo sdraiare Maria Grazia, quseta troia divarica bene le gambe si posiziona in direzione del pene e incomincia pian piano a farlo entrare, con stupore noto che il suo viso è rigato dalle lacrime, ma la sua espressione non è di dolore ma di eccitazione, riesce a far entrare almeno trenta centimetri di quell’enorme cazzo, una volta percepito il tanto che riusciva a contenere, comincia un andirivieni, mentre l’amica posiziona la sua fica in faccia facendosela leccare, in breve raggiungono l’orgasmo tutti e tre, dalla vagina di Maria Grazia escono fiumi di sperma animale, Silvia alla vista di quel ben di dio incomincia a leccare la figa della mia convivente procurandole un nuovo orgasmo. Dopodiché si rimettono addosso i vestiti entrano in casa e si danno una lavata, non prima di essersi data un bacio in bocca. Mi giro per tornare all’ingresso e mi accorgo che dietro di me c’era Giovanni il marito di Silvia, del quale a causa della concentrazione non mi ero accorto. Mi guarda e mi dice “ hai visto che donne puttane che abbiamo”, dallo sconcerto non riesco neanche a rispondergli, senza dire altre parole ci avviamo all’ingresso della casa, entramo e le troviamo intente come se niente fosse a preparare manicaretti e dolci per le festività Maria Grazia si alza e mi da un bacio in bocca, ha ancora l’odore dell’animale, ma faccio finta di niente, dopo aver conversato un pò Giovanni ci chiede se restiamo a cena, dopo alcuni tentennamenti accettiamo, non avendo vino in casa usciamo per comprarlo, una volta in macchina, essendomi ripreso dall’erotico spettacolo chiedo a Giovanni quante volte le abbia viste facendo una cosa del genere, mi disse che praticamente ogni volta che si incontrano si danno da fare, mi dice inoltre che sono in ogni senso tutte e due amanti degli animali, e che in cascina hanno provato un pò tutti gli animali presenti, però per tranquillizzarmi mi dice che non le ha mai viste scoppando con altri uomini, dopo essermi ripreso dallo stupore comincio a pensare a come farle pagare il “tradimento”, dico a Giovanni come possiamo organizzare qualcosa per far pagare alle due donne il torto fatoci, mi dice che ha anche un’asina e che di li a breve deve far montare da un’altro asino, questo mi dice che glielo avrebbe prestato un suo amico, mi informa inoltre che l’animale aveva si il cazzo più corto ma aveva la circonferenza almeno il doppio del cavallo, dovevamo solo aspettare l’occasione buona, al termine della cena rientriamo a casa ci mettiamo a letto e devo dire la verità ancora eccitato dalla visione del pomeriggio faccio capire a Maria d’aver voglio di scopare, invece lei mi dice che è stanca a causa dei preparativi effettuati tutto il giorno, deluso mi giro e gli dico che sara per un’altra volta. Dopo la notte sono passate tre settimane, nonostante nel mezzo ci fossero le festività natalizie e di fine anno, poichè come di consuetudine chi non scopa il primo dell’anno non scopa tutto l’anno, non ho cercato più di trombare con la mia convivente, nonostante lei di tanto in tanto per non farmi venire sospetti si proponeva, ma io con una scusa lasciavo perdere. L’occasione tanto agoniata si presentò a un mese di distanza circa dal fatidico pomeriggio puttanesco, Giovanni mi chiamò dicendomi che aveva l’animale in casa, quindi come di consuetudine Maria Grazia si recò a casa di Silvia, dicendomi che dato che io lavoravo tutto il giorno sarebbe rimasta a casa sua, e che sarebbe rientrata a casa con la sua macchina. D’accordo con Giovanni lavorai solo la mattina, dicendo che sarei andato di pomeriggio dal commerialista per ritirare della documentazione, ci incontrammo con giovanni e mi disse che aveva preparato la trappola, spiegandomi che aveva messo legati separatamente a distanza i due asini, il cavallo lo aveva portato in un campo vicino, l’asina era in calore, per cui l’asino sentendone l’odore si eccitava facilmente, telefono alla moglie chiedendole se andava nella stalla poichè non ricordava dove aveva dimenticato l’orologio, dopdichè facemmo passere circa un’ora, e silenziosamente ci portammo a casa sua, come prevvisto dentro casa non c’era nessuno, in silenzio ci avviciniamo e farci accorgere scruttiamo dalla finestra le mosse dele due troie, infatti le due donne erano nude e stavano pomiciando, alla vista di quello spettacolo ho avuto una forte erezione cosa visibile anche da parte di Giovanni, dopo essersi eccitate tra di loro incominciano a toccare l’asino, siccome l’attrezzo dell’asino è molto più grosso di quello del cavallo non hanno tentato di metterselo in figa, ma giocavano a segarlo e a baciarlo, ad un tratto entra il case di razza partore maremano, il quale evidentemente sentindo l’odore della figa aveva il cazzo al vento, le due donne a quella vista non hanno resistito e si sono penetrate, senza tenere conto che il cazzo del cane una volta dentro di apre ad ombrello, Maria Grazia lo direzione nella figa di Silvia, dopo vari stantuffi il cane raggiunge l’orgasmo aprendo il cazzo all’interno, provocando alla donna un misto di dolore e piacere, in quall’istante faciamo il nostro ingresso, come ci vedono incominciano a giustificarsi in maniera folle, del tipo che una delle due si era sentita male e che l’altro l’aveva soccorsa, senza far finire il folle racconto le mettiamo al corrente che tutta la loro tresca era di nostra conoscenza, e che avevamo accetato la situazione in quanto non riuscivamo più a soddisfarle, loro impietosite ci spogliano e incominciamo a fare l’amore, ci scambiavamo volentieri le due donne, ma ad un certo punto ecco la vendetta, proponiamo alle due donne di essere penetrate dall’asino, sul momento si dimostrano restie, poi dopo aver insitito accetano incomincia Silvia, che dopo essersi messa alla pecorina, con molta fatica e lacrime riusciamo a far entrarle dentro il cazzo, dopo è il turno di Maria Grazia, la quale non immaginando quello che stava per accaderle si mette a sua volta alla pecorina, dopo averla lubrificata la teniamo ferma mentre posizioniamo il cazzo in direzione del buco del culo, dopo una pressione pazzesca riusciamo a faro entrare l’enorme palo, la donna incomincia a piangere e a urlare per il tremendo dolore, l’asino dopo aver stantuffato gli scarica dentro litri di sborra, dopo averla staccata aveva il buco del culo nel quale poteva entrare senza difficoltà un bottiglione da due litri, contenti della nostra vendetta io e giovanni ci rivestimmo e dopo aver detto alle due puttane di prendersi i loro stracci e andare via di casa siamo andati a feteggiare, a distanza di tanto tempo ho rivisto la mia ex convivente, come mi ha visto si è girata ed è andata via, la sua camminata e del tipo camello, in quanto la nerchia dell’asino aveva dilaniato il diaframma che separa la figa dal buco del culo. Adesso convivo con una ragazza alla quale non piacciono gli animali, stessa cosa ha fatto giovanni.